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Comunicato stampa del’ Associazione delle ONG Italiane su tagli alla cooperazione e Legge di stabilità

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                                            Comunicato Stampa

Legge di stabilità. Salve le spese militari, annullata la solidarietà.
Meno di 20 milioni per i futuri progetti di aiuto allo sviluppo dell’Italia.
Un appello a tutte le forze politiche dalle ONG italiane.

E’ ripresa in Senato l’esame delle leggi di Stabilità 2012 e di Bilancio, relative ai tagli introdotti dalle due manovre estive di salvataggio dell’Italia.
I tagli saranno addirittura peggiori di quelli già previsti dalle ONG lo scorso settembre.
Per i fondi della cooperazione allo sviluppo (legge 49/87) gestiti dal Ministero degli Affari Esteri (MAE) si passa dal minimo storico del 2011, pari a 179 milioni di euro; a un nuovo record negativo con soli 86 milioni di euro; un taglio del -51%.

Il taglio complessivo applicato al budget del MAE dalle manovre estive è stato di 206 milioni di euro; ben 92 milioni a carico della cooperazione con i Paesi in Via di Sviluppo; davvero eccessivo se si considera che le attività previste dalla legge 49/87 pesano sul bilancio del Ministero solo per circa il 10%.
La diminuzione è ancor più evidente se si prende a confronto il dato del 2008, in cui la cooperazione allo sviluppo aveva raggiunto i 732 milioni di euro di stanziamenti. Il calo è dell’88%.

Il previsto stanziamento di soli 86 milioni di euro comporterà un ulteriore ridimensionamento dell’azione italiana di cooperazione in molti Paesi, se si considera che nel 2009 le stesse risorse erano state stanziate dall’Italia in soli due dei 61 paesi assistiti: Etiopia e Afghanistan.
Dalle scarsissime dotazioni previste andranno ulteriormente sottratte le spese di funzionamento - circa 8 milioni di euro - e gli impegni pluriennali già sottoscritti -  almeno 40 milioni, di cui 20 relativi ad impegni già assunti con le ONG.  Per nuovi interventi di cooperazione allo sviluppo sarebbero dunque disponibili meno di 20 milioni di euro.

Per comprendere meglio il livello raggiunto dai tagli, basti dire che le disponibilità finanziare della cooperazione saranno circa 4 volte inferiori rispetto a quello che le ONG italiane hanno raccolto nel 2010 in attività di fund raising dai cittadini italiani. Già dallo scorso anno, da un punto di vista finanziario, le ONG sono ormai di gran lunga più rappresentative, a livello internazionale, della stessa cooperazione governativa italiana.
 
Alcuni stanziamenti saranno comunque salvaguardati. Si continuano infatti a stanziare 180 milioni di euro per il trattato Italia Libia e si dispone lo stanziamento di 750 milioni di euro per le missioni militari internazionali (ammontare invariato e relativo a sei mesi di operazioni militari all’estero) Si conferma l’investimento di 375 milioni l’anno (fino al 2022) per la costruzione delle fregate italo-francesi FREEM e di altri 70 milioni fino al 2023 per la partecipazione al consorzio europeo  di aeronautica militare. 

Il 50% di un imprevisto tesoretto legato all’asta pubblica delle frequenze - 750 milioni di euro – sarà destinato ad alcuni ministeri, tra cui soprattutto Interno e Difesa. Uno stanziamento di 1,2 miliardi di euro aggiuntivi andranno a politiche giovanili, addestramento militare, ospedali universitari non statali, rete ferroviaria, festeggiamenti della ricorrenza del 4 novembre.

Per evitare lo scandalo di una definitiva dismissione della cooperazione allo sviluppo del nostro paese, le ONG italiane chiedono che la cooperazione italiana sia risparmiata dai tagli estivi e che siano ripristinati almeno i livelli finanziari del 2010. Il messaggio, indirizzato a tutte le forze parlamentari, chiede che

 l’art 5 comma 7  della manovra includa  tra i destinatari del tesoretto delle frequenze anche la cooperazione allo sviluppo della legge 49/87b  in modo da assorbire il taglio estivo e quindi lasciarla sui livelli del 2011. I 92 milioni necessari allo scopo  potrebbero essere stornati dai 200 milioni di euro che il comma attribuisce al Ministero della Difesa.

 nell’allegato 2 dell’art 5 comma 1 si inserisca anche la cooperazione allo sviluppo ex legge 49/87 tra i destinatari della ripartizione dei 1,2 miliardi aggiuntivi.


Dichiara Francesco Petrelli, Presidente dell’Associazione delle ONG Italiane: “ I dati che di cui diamo conto, dimostrano che anche i tagli non sono affatto lineari ma selettivi e colpiscono in modo abnorme  e ingiustificato la cooperazione internazionale. L’opera di dismissione della cooperazione è una azione di irresponsabilità politica da parte del governo e rischia di interrompere e vanificare un lavoro prezioso delle Ong e di pregiudicare il ruolo e  la credibilità internazionale  del nostro Paese”.

Per informazioni Segretariato Associazione ONG Italiane  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. telefono 06-6601920    

 

Dichiarazione di Francesco Petrelli, Presidente Associazione delle ONG Italiane, su esiti approvazione del Decreto Missioni in Senato.

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COMUNICATO STAMPA

Dichiarazione di Francesco Petrelli, Presidente Associazione delle ONG Italiane, su esiti approvazione del Decreto Missioni in Senato.


“Consideriamo un primo segnale almeno parzialmente positivo che oggi, in occasione della discussione svolta in Senato sul rifinanziamento delle missioni all’estero, sia stato approvato un primo stanziamento di 8 milioni di euro per la componente dei  progetti di cooperazione internazionale allo sviluppo (la cosiddetta componente civile) e che lo stesso Governo si sia impegnato a reperirne  altrettanti in occasione della prossima Legge di Stabilità economica e finanziaria che si discuterà in Parlamento ad ottobre.

Un primo passo dunque che in un anno di drastici tagli alla cooperazione italiana recupera il quasi nulla inizialmente previsto nel testo portato nelle Commissioni Esteri e Difesa la scorsa settimana.


Se anche la seconda parte dell’impegno sarà rispettata ci avvicineremo ad uno stanziamento per le azioni e i progetti di cooperazione all’interno del Decreto Missioni, non lontano dall’ammontare del 2010 ( 17 milioni).


E’ un risultato questo che è stato possibile grazie alla forte  mobilitazione delle ONG, impegnate con le popolazioni locali in azioni di sviluppo e umanitarie, delle associazioni del terzo settore e  alla pressione delle opposizioni che ha favorito la convergenza del Governo e l’individuazione di un punto di intesa migliorativo”.  

Associazione ONG Italiane
Via Merulana, 272 - 00185 Roma
Tel: 06 66019202 – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
http://www.ongitaliane.org/

 

Interrogazione parlamentare del PD sul blocco dei fondi MAE

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Interrogazione parlamentare del PD sul blocco dei fondi MAE

 

Venerdì 14 ottobre 2011 è stata presentata l’interrogazione parlamentare del PD a firma Tempestini, Pistelli, Barbi, Corsini, Narducci sul blocco dell’erogazione dei contributi dei progetti promossi dal Ministero degli Affari Esteri.

 

Interrogazione a risposta immediata in Commissione

 

Al Ministro degli Affari esteri e al Ministro dell’economia e Finanze,

per sapere,

premesso che,

le organizzazioni non governative impegnate in progetti di sviluppo approvati e rendicontati dal Ministero degli Affari esteri sollecitano da tempo l’erogazione dei contributi delle seconde e terze annualità dei progetti di cooperazione internazionale in corso;

a fronte delle sollecitazioni delle organizzazioni non governative interessate, il Ministero degli Affari Esteri ha risposto sistematicamente che non sono attualmente possibili né previste per l’immediato futuro erogazioni a causa della mancanza di liquidità in  cassa; né sono state finora indicate le date di un possibile sblocco;

i fondi in questione sarebbero fondi già in bilancio e già nelle disponibilità di cassa del Ministero degli Affari Esteri, ma sembrerebbero essere bloccati dal Ministero dell’ Economia e Finanze per esigenze di tesoreria;

dopo i pesantissimi tagli alle attività  di cooperazione del 2011 e degli anni a venire, siamo ora giunti al blocco delle risorse già stanziate e deliberate, non solo senza alcun beneficio per il bilancio dello Stato, ma con la quasi certezza per lo Stato italiano di perdere qualsiasi  causa fosse intentata dalle Ong, e conseguentemente con il rischio elevatissimo di dover un domani pagare gli interessi e le conseguenti spese legali;

con il perdurare di questo blocco dei fondi, decine e decine di progetti di cooperazione promossi dalle Ong - che notoriamente si rivolgono alle fasce più deboli della popolazione mondiale - dovranno essere sospesi  o addirittura cancellati, con grave danno per i beneficiari, per l’immagine e la credibilità  dell’ Italia,  e  con il grave rischio per le Ong italiane, in virtù della  forte esposizione finanziaria che esse hanno assunto, di dover interrompere la propria attività in quei paesi in cui operano da anni:

se corrisponde al vero che le seconde e terze annualità dei progetti promossi dalle Ong ai sensi della legge 49/87, pur stanziati e deliberati, non vengono erogati per mancanza di disponibilità di cassa, e quando sarà  ripristinata la loro regolare erogazione.

se sono stati presi i provvedimenti necessari a ridurre l’impatto negativo che il blocco dei progetti produce sull’immagine internazionale dell’Italia, sui danni che ne deriveranno ai popoli beneficiari e sulle conseguenti gravi difficoltà in cui vengono a trovarsi le Ong impegnate alla realizzazioni di tali progetti.

 

Tempestini, Pistelli, Barbi, Corsini, Narducci

 
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