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Raccomandazioni per la riforma della cooperazione allo sviluppo
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Raccomandazioni per la riforma della cooperazione allo sviluppo
Raccomandazioni per la riforma della cooperazione allo sviluppo
A cura del Gruppo Attori e Strumenti degli Stati Generali
Premessa
Gli Stati Generali a conclusione della conferenza nazionale del novembre dell’anno passato avevano rivolto un appello alle istituzioni, al mondo della politica e alla società civile per una nuova politica di solidarietà e di relazioni comunitarie internazionali che metta al centro gli esseri umani e i loro diritti fondamentali, a partire dalla promozione del protagonismo degli attori della società civile locale, dall’affermazione dei diritti dell’infanzia, dall’empowerment delle donne e dalla difesa dell’ambiente e dei beni comuni.
La riforma del sistema di cooperazione è un elemento centrale per la definizione di nuove politiche di solidarietà. La presentazione da parte del Governo di un disegno di legge di riforma è un segnale forte dell’interesse delle istituzioni a dare risposta alla esigenza di rendere più efficaci ed efficienti le attività di cooperazione. Un’iniziativa incoraggiante che avviene in uno scenario internazionale nel quale l’Italia è chiamata a svolgere un ruolo adeguato alle proprie responsabilità, ad esempio in tema di pace, di lotta alla povertà e di politiche ambientali. La proposta del Governo viene discussa in presenza di iniziative di riforma avanzate da gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione.
L’interesse delle istituzioni e del mondo della politica lascia sperare che sia possibile dare risposta all’esigenza di riformare in maniera profonda e con tempi certi il sistema di cooperazione. D’altro canto, gli Stati Generali ritengono che i tempi della riforma non possono essere utilizzati come una giustificazione per posporre il cambiamento delle politiche di solidarietà che proprio gli SG auspicano, e che avevano segnalato nel documento conclusivo di novembre in merito ai temi della pace, dei diritti, delle politiche di genere, delle coerenze delle politiche, delle reti territoriali, oltre che alla riforma dell’architettura degli aiuti. Gli SG sono altresì consapevoli che politiche di solidarietà e cooperazione non possono avere successo senza una adeguata dotazione di risorse; a questo proposito, gli SG sentono le esigenza di manifestare la propria preoccupazione per i deboli segnali di inversione di tendenza registrati dall’avvio della XV legislatura con riguardo alle risorse per l’aiuto pubblico allo sviluppo, a partire dalla approvazione della legge finanziaria 2007-2009.
In presenza della iniziativa del Governo e delle forze parlamentari, gli Stati Generali ritengono doveroso indirizzare al mondo della politica e alle forze sociali delle Raccomandazioni in merito agli indirizzi e agli obiettivi che la riforma della cooperazione deve perseguire.
Raccomandazioni
1. Gli Stati Generali ritengono opportuno confermare l’orientamento espresso in occasione della conferenza del novembre 2006, secondo il quale la solidarietà internazionale tra i popoli deve essere alla base delle politiche nazionali ed internazionali del nostro Paese, in coerenza con gli obiettivi sanciti nella Costituzione per la realizzazione della pace e della giustizia tra i popoli.
Gli SG convengono che la cooperazione debba essere parte integrante, fondamentale e qualificante, della politica estera italiana, se questo significa che tutta la politica estera italiana abbia come fine ultimo la cooperazione e la solidarietà tra i popoli e non, come è stato negli ultimi decenni, che la cooperazione internazionale sia uno strumento della politica estera.
2. La riforma del sistema della cooperazione deve essere fondata sul principio della coerenza delle politiche, ovvero che gli obiettivi di solidarietà internazionale e di lotta alla povertà siano sostenuti da adeguate politiche per il commercio internazionale, l’ambiente, la sicurezza, l’agricoltura e i processi migratori.
La riforma della cooperazione deve essere allineata ai principi di coordinamento e armonizzazione delle attività dei Paesi donatori, nonché con quello dell’allineamento con le priorità dei Paesi destinatari dell’aiuto.
La riforma della cooperazione deve affrontare con forza il nodo delle risorse da investire nell’aiuto pubblico allo sviluppo. E’ di cruciale importanza che gli impegni sottoscritti dal nostro Paese per il raggiungimento dello 0,7% APS/PIL trovino sostegno in norme legislative dedicate, che assicurino certezza e prevedibilità al flusso delle risorse messe a disposizione dall’Italia per la lotta alla povertà. E’ ugualmente importante che il nuovo strumento legislativo faccia chiarezza sulle regole di contabilizzazione degli aiuti, a partire dalla introduzione di una contabilità separata per le operazioni di cancellazioni del debito.
Gli Stati Generali raccomandano quindi che i principi della coerenza, del coordinamento, dell’armonizzazione e dell’allineamento oltre che l’obiettivo di maggiori risorse per l’aiuto pubblico allo sviluppo siano integrati nel processo di riforma del sistema della cooperazione. In particolare, gli SG raccomandano che, nel dibattito suscitato dalla presentazione della proposta di legge delega del Governo (DL S.1537), questi principi e obiettivi siano tradotti in norme qualificanti della riforma della cooperazione.
3. Le attività di cooperazione costituiscono una delle principali espressioni delle politiche del Paese. Gli Stati generali ritengono che la cooperazione deve contribuire:
- alla valorizzazione delle reti territoriali, con il loro patrimonio di relazioni, risorse e competenze di tutti i soggetti coinvolti, per un partenariato consapevole e duraturo tra comunità che rafforzi lo sviluppo di società civili locali indipendenti;
- al rafforzamento di rapporti di maggiore giustizia ed equità nelle relazioni fra i popoli
- alla redistribuzione internazionale delle risorse;
- al rafforzamento di sistemi di partecipazione e al riequilibrio dei sistemi di governance globale;
- alla ricerca di alternative economiche, come il consolidamento di produzioni locali ispirate ai principi della solidarietà;
- alla difesa dei beni comuni;
- alla lotta alla povertà;
- al rispetto dei diritti e della dignità dei popoli e della persona, a partire dai diritti dei minori;
- alla soluzione delle sfide della salute globale, a partire dalla centralità del diritto alla salute delle donne e degli uomini, dedicando la dovuta attenzione ai gruppi vulnerabili;
- alla parità di genere;
- alla promozione dei diritti di cittadinanza e partecipazione attiva;
- al soccorso delle popolazioni in situazione di emergenza;
- alla tutela degli ecosistemi e alla prevenzione dei disastri naturali;
- allo sviluppo ecosostenibile, partecipato e duraturo a partire dalle esigenze delle comunità locali;
- alla prevenzione dei conflitti.
Gli Stati generali accolgono positivamente il fatto che questi orientamenti vengano condivisi anche nelle iniziative legislative di riforma della cooperazione presentate da diverse forze politiche. In merito alla iniziativa del Governo (DL S.1537), gli Stati Generali raccomandano che si raggiunga chiarezza nella definizione degli obiettivi delle politiche di cooperazione allo sviluppo, in modo da portare la solidarietà internazionale al centro delle politiche del Paese e di indirizzare chiaramente la cooperazione alla lotta alla povertà nel mondo.
4. Gli Stati Generali ritengono necessario raccomandare che nella riforma del sistema della cooperazione internazionale si tenga conto dei seguenti principi: l’unitarietà della politica di cooperazione allo sviluppo e di solidarietà internazionale, e la previsione di forme di coordinamento fra gli attori della cooperazione; l’esclusione esplicita del finanziamento delle attività militari attraverso iniziative di cooperazione; coerenza con i principi condivisi in sede OCSE-DAC; eliminazione progressiva della pratica degli aiuti legati; distinzione tra interventi di prima emergenza (search and rescue) e interventi successivi; riconoscimento e valorizzazione del ruolo dei soggetti pubblici e privati nel disegno e nella realizzazione delle attività di cooperazione; coordinamento con le Regioni e gli Enti Locali; l’istituzione di una Agenzia dedicata alla attività di cooperazione.
Gli Stati Generali accolgono positivamente il fatto che questi principi siano inclusi nella proposta di riforma avanzata dal Governo (DL S.1537) e che, in questo contesto, sia attribuito al Ministero degli esteri la responsabilità politica di cooperazione allo sviluppo, anche attraverso la definizione delle priorità e delle disponibilità finanziare. Gli Stati Generali raccomandano in particolare che sia prevista una delega specifica alla cooperazione all’interno del Governo, all’insegna di una continuità dell’azione in materia, ad esempio con la nomina di un sottosegretario responsabile dell’attività di cooperazione allo sviluppo al quale sono attribuiti il titolo e le prerogative di Viceministro. E’ opportuno che l’unitarietà delle iniziative di cooperazione realizzata attraverso l’azione del Ministero degli esteri sia estesa anche alle relazioni con le Banche e i fondi di sviluppo a carattere multilaterale e la partecipazione finanziaria a detti organismi.
Gli Stati Generali ritengono inoltre opportuno raccomandare che:
- il nostro Paese operi affinché l’esclusione esplicita del finanziamento delle attività militari venga accolta a livello europeo;
- il richiamo alla coerenza includa i gli obiettivi e i principi condivisi in sede Nazioni Unite, oltre che quelli del DAC, con particolare riferimento agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio;
- il Governo italiano promuova a livello comunitario l’eliminazione degli aiuti legati e la preferenza per beni e servizi prodotti nei Paesi di intervento;
- tra le finalità delle attività di cooperazione sia esclusa esplicitamente “la promozione commerciale”;
- la consultazione sulle finalità e i piani di intervento della cooperazione sia estesa anche alla società civile del Sud del mondo nella logica del partneriato; che sia garantita la consultazione sistematica degli attori della società civile anche nella fase di definizione degli indirizzi;
- vengano riconosciute e rafforzate le funzioni di controllo e di vigilanza del Parlamento; in questo spirito venga garantita la tempestiva circolazione di informazioni sulle attività di cooperazione intraprese e, in termini di trasparenza, che queste vengano rese accessibili alla società civile.



